Mentre nel Regno Unito i medici paragonano i rischi dei social media per i più giovani a quelli del tabacco. Anche l'UE valuta una stretta contro i meccanismi manipolativi progettati per catturare l'attenzione dei ragazzi.
Il dibattito pubblico sta virando dalla semplice prudenza verso una tecnologia invasiva, alla percezione di una vera questione sanitaria.
Il tema è capire se e come limitarne l'accesso senza produrre effetti collaterali indesiderati.
L'Unione Europea ha recentemente aperto alla possibilità di introdurre limiti d'età più stringenti per l'accesso ai social e intervenire sul design stesso dei social network: scrolling infinito, riproduzione automatica dei video, notifiche push continue e altri meccanismi pensati per catturare e trattenere l'attenzione.
Il problema non è più soltanto l'uso che bambini e adolescenti fanno delle piattaforme, ma il modo in cui queste ultime sono progettate e che finisce inevitabilmente per influenzarne i comportamenti.
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Riferimenti:
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ENGLISH VERSION
While in the UK, doctors are comparing the risks of social media for young people to those of tobacco, the EU is also considering cracking down on manipulative mechanisms designed to capture young people's attention.
Public debate is shifting from simple caution regarding an invasive technology to the perception of a genuine health issue.
The issue is whether and how to limit access without producing unwanted side effects.
The European Union has recently opened the door to introducing more stringent age limits for access to social media and intervening on the very design of social networks: infinite scrolling, automatic video playback, continuous push notifications and other mechanisms designed to capture and retain attention.
The problem is no longer just how children and adolescents use the platforms, but how they are designed, which inevitably ends up influencing their behavior.

